tra favole e poesia

Il lupo e il cane

Un giorno, tra gl’irti colli, un lupo nero si aggirava nel bianco della nebbia .
Il lupo affamato e infreddolito a causa del maestrale sente un profumo che proviene dal borgo: era il mosto che ribolliva nei tini ma un cane lo abbaiò e il padrone lo cacciò.
Il lupo affamato iniziò ad aggirarsi tra le foglie colorate di un bosco, all’improvviso sentì lo scoppiettare di un fuoco e una scia di profumo di carne arrosto. Si fece coraggio e bussò:
.
Il cane rispose:.
Il lupo entrò e divorò il cane.
LA MORALE E’ CHE CHI E’ TROPPO GENTILE E’ INGENUO FA LA FINE DEL CANE.

EMANUELE
Malinconico autunno

Ai piedi di un colle, vi era un paesino che era caduto nelle braccia tristi dell’autunno. Era diventato taciturno e solitario, rispetto alla movimentata estate. Non vi era più gente che passeggiava per le vie del borgo, nessuno che comprava le fragole, ma solo qualcuno che prendeva castagne calde o qualche melograno colorato. Nient’altro. Di questa malinconia si era accorta una volpe, una splendida volpe dal manto rosso e lucido che entrò nel paese attratta dall’odore del mosto sul fuoco . Lei era rimasta incantata a mirare quel paesaggio, così triste e solitario, senza galline al pascolo e senza uomini che lasciavano cibi sul davanzale della finestra. Non vi era alcun rumore, tranne le zampe della volpe che scricchiolavano sul tappeto di fogliame. La volpe si ritirò nella sua tana, triste e sola, fino a quando si sentì alle spalle un rumore, e da lì spuntò un volpacchiotto che aveva voglia di giocare, ma la volpe gli rispose:-Non ne ho voglia, non vedi che è autunno?- e l’altro:-E allora? D’autunno non si può giocare?- lei rispose:-No, è una stagione triste. Il cucciolo aveva un’aria contrariata, poi disse:-Vedrai, se giocherai con me ti dimostrerò che l’autunno può essere divertente!-. La volpe era indecisa, ma guardando gli occhioni del cucciolo, accettò di seguirlo. I due si divertirono molto a rotolarsi nelle foglie multicolori, a leccare le goccioline di rugiada dagli ultimi petali dei fiori, a giocare a nascondino tra le rocce ricoperte di muschio. Un giorno si fermarono a guardare le rossastre nubi, ricordando le bellissime giornate passate insieme. Lì la volpe sospirò:-Mi hai fatto amare l’autunno. Grazie amico mio!

Lucrezia Summa

Gli uccelli, gli scoiattoli e la volpe
Una mattina d’autunno due uccelli si svegliarono immersi nella nebbia.
Volarono accompagnati dal maestrale fino agl’ irti colli per ammirare il mare e lì incontrarono due scoiattoli e una volpe.
Dopo essersi conosciuti decisero di cenare insieme.
Gli scoiattoli usarono le proprie castagne e noci per fare una torta, gli uccelli prepararono uno spiedino di vermetti mentre la volpe decise di portare del vino..
La volpe rubò il mosto da uno dei contadini del borgo, gli scoiattoli andarono nella loro tana per preparare la torta e gli uccelli nel bosco. Al momento del pranzo la volpe esordì:” questo cibo e tutto è solo miooo! “ma non si accorse che la sua coda era vicino al fuoco e si bruciò.
In preda al panico e al dolore scappò via.
Gli scoiattoli e gli uccelli davanti al un cielo rossastro rimasero a cenare serenamente
La favola ci insegna che bisogna condividere con tutti ciò che si ha altrimenti si viene puniti.

Mariagrazia e Alessia
INVENTO UNA FAVOLA
luogo: in un borgo, davanti a una casa.
tempo: autunno.
personaggi (vizi e virtù): un gatto e un uccello.
struttura: situazione iniziale – sviluppo – conclusione – morale.

Era autunno quando un gatto e un uccello si incontrarono in un borgo, davanti a un portone.
Tutti e due avevano l’acquolina in bocca perché nella casa c’era uno spiedino che scoppiettava su un ceppo acceso. Il gatto disse: ” siamo entrambi affamati, condividiamo il cibo su quella graticola?”. L’uccello accettò mentre l’uccello lo afferrava, il gatto lo spinse quasi nel fuoco. L’uccello si scottò la zampa e si arrabbiò con il gatto dicendogli: “perché mi fai questo! Guarda!” e mostrò la zampa. Il gatto aveva pianificato tutto : immaginava che l’uccello avrebbe mangiato lo spiedino e poi lui avrebbe mangiato l’uccello. Cercò di afferrarlo ma il volatile, più furbo di lui, volò via con la pancia piena. Il gatto rimase lì impietrito e con lo stomaco vuoto.
Chi cerca di ottenere qualcosa sfruttando gli altri non conclude niente.
Manuela Marcantonio
Gli uccelli e la volpe

Un lontano giorno di Novembre , in un borgo dove c’erano viti e tini, degli uccelli rubarono un grappolo d’uva .
Una volpe felice e affamata, a causa dell’aspro odor dei vini, li vide e già ebbe l’acquolina in bocca.
L’astuta volpe chiamò gli uccelli e disse : – Venite qui,faremo una bella passeggiata per gli irti colli e ci godremo il panorama del mare e la nebbia – .
Gli uccelli esclamarono in coro facendole la linguaccia : – Noi non veniamo !!!! -.
La volpe rispose nervosa (per la fame) :- Io conosco molto bene vostra madre e riferirò che rubate il cibo a quel povero cacciatore- .
Gli uccelli appena sentirono la parola ” MADRE” partirono come razzi ,ma la volpe fu ancora più veloce a prendersi l’uva e mangiarsela .
La morale è mai fidarsi di qualcuno o qualcosa che non si conosce.

Martina Nuvoli

LA VOLPE E LA GALLINA
Tanti anni fa in un bosco, ď autunno, dopo che la nebbia si era diradata, si incontrarono una gallina e una volpe. Era una situazione tranquilla, ma poi la volpe vedendo la gallina, le venne ľ acquolina in bocca e già la immaginava su uno spiedo scoppiettante La gallina che non aveva un cervello piccolo, come tutti dicono, al contrario aveva capito le mire della volpe.
La volpe disse:<>. La gallina rispose:<>. La volpe replicò:<>. La gallina ribattè:<>. Scoppiò una rissa e la gallina beccò la volpe, la quale impazzì e fuggì via. Da quel giorno non volle più vedere le galline. Le odiava!

Anna Chiara