“Architetture naturali”, a Matera la mostra personale dell’artista lucano Gerardo Viggiano

E’ in corso a Matera la mostra “Architetture naturali” presso la Mediateca materana, in piazza Vittorio Venete. All’interno anche la mostra personale dell’artista lucano Gerardo Viggiano. In mostra una selezione di ventuno opere realizzate, nell’ultimo anno, appositamente per questa occasione. Dipinti realizzanti prevalentemente con colori acrilici ed acquerello. L’Artista con una ampia e profonda maturità professionale raggiunta nel campo della Scenografia teatrale, nel Cinespettacolo e del Cinema ha ragionato a lungo sul corpo dei lavori della mostra a Palazzo Coiro e nel periodo di preparazione alla mostra ci ha spiegato che: “L’idea di dedicare un inno e di esaltare la bellezza delle dolomiti lucane nasce dopo una visione notturna con una luna piena che evidenzia con prepotenza i perimetri delle rocce e li spinge in alto verso l’infinito del cielo, in una composizione acromatica, con la sola eccezione delle luci delle case inserite con sapienza e armonizzate tali da rendere unico l’ambiente architettonico e paesaggistico. […]”. L’artista con questa mostra intende raccontarci la sua storia frutto di una costante osservazione sul paesaggio lucano suadente e a tratti spigoloso, infatti Viggiano, interrogandosi su questi concetti, racconta di “un architettura costruita che s’integra e diventa tutt’uno con la grande architettura delle rocce. Perché rocce e architettura? Le rocce, frutto di una forma dinamica in continua trasformazione ed evoluzione, eventi naturali, contengono tutti gli elementi strutturali e formali che caratterizzano un’architettura costruita: complessità di forme, di andamenti di linee, di volumi e di composizione dello spazio. […]“. La mostra “Architetture naturali” infine mette in luce una delle caratteristiche ponderanti dell’arte contemporanea, il colore ed in particolare la luce, caratteristiche care agli Espressionisti ed ai Fauves, lo stesso Viggiano fa ampio riferimento alla pittura di Henri Matisse, Andrè Derain, Maurice de Vlaminck, dove il colore è stato usato in una chiave antinaturalistica, le montagne sono diventate blu, viola e i cieli sono diventati gialli o rossi, scelti e accostati liberamente secondo una coerenza insita esclusivamente nell’armonia della composizione. La mostra sarà visitabile dal 14 al 20 Agosto dalle ore 10 alle 12 e dalle 17 alle 20.

BIOGRAFIA – Gerardo Viggiano (Vietri di Potenza, 1955) Si è diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli al Dipartimento di Scenografia, si è formato nell’ambiente artistico con La costumista Odette Nicoletti, l’etnomusicologo R. De Simone, lo scenografo F. Mancini, e registi come G. Vitiello, Simonelli, Savelli. Scenografo e pittore, ha una lunga esperienza nel campo dell’allestimento dei musei e nella realizzazione scenografica e dei costumi per eventi spettacolari all’aperto. Collabora, per la realizzazione del cinespettacolo la storia bandita (uno dei più grandi eventi spettacolari in Europa che coniuga teatro, cinema e danza) con il regista V. Victor Rambaldi con i lait design Jean- Francois Touilland, gli architetti scenografi Emmanuel Bourgeois e olivierNegujen-Hun. Progetta e realizza gli impianti scenografici e l’arredo del Parco della Grancia. Realizza le scenografie e gli interventi artistici del Primo Museo Poli mediale in Italia “Historiale di Cassino “ in collaborazione con il maestro Carlo Rambaldi. Ha esteso i suoi interessi alla progettazione d’istallazioni artistiche e alla produzione di sculture in ceramica e cartapesta con una particolare attenzione verso i simboli della città di Matera. Esperto per l’ideazione e realizzazione scenografica del teatro ottico e le ricostruzioni d’ambiente. Dipinge da sempre, ricerca e sperimenta (in una contemplazione e solitudine) tecniche e simboli che raccontano il vissuto antropologico dell’uomo (lucano). Un’interiorità che porta alla luce frammenti del cosmo. Usa simboli e colori per portare in emergenza l’essenza e dell’animo attraverso la sintesi strutturale. Con la sua pittura mette in luce una delle caratteristiche ponderanti dell’arte contemporanea, l’analisi del frammento, il colore e in particolare la luce, impiegati in chiave antinaturalistica, scelti e accostati liberamente secondo una coerenza insita esclusivamente nell’armonia della composizione. L’attività è iniziata negli anni negli anni “90 con le prime collettive di pittura e con l’attività di scenografo.