La viticoltura, un’ arte antica

La viticoltura in Italia ha origini remote : non a caso l’ antico nome dell’ Italia era Enotria ( ” terra del vino”) , dal nome degli Enotri , abitanti dell’ attuale Basilicata, che fin dal VI secolo a.C. avevano sviluppato e perfezionato le tecniche di viticoltura, vinificazione e conservazione del vino. Le piante di vite provenivano principalmente dalla Grecia, come testimoniano i nomi di alcuni vitigni molto diffusi ancora oggi nel Sud della nostra Penisola come il Greco e l’ Aglianico. Etruschi e Romani mantennero vive le tecniche di coltivazione e produzione del vino e durante il Medioevo la viticoltura sopravvisse soprattutto per merito dei monaci, finalizzata principalmente alla produzione di vino da messa. Nei secoli seguenti venne privilegiato l’aspetto quantitativo, dovuto alla facilità di coltivazione della pianta, piuttosto che qualitativo; tuttavia in alcune zone ( soprattutto Toscana e Piemonte) iniziarono già a svilupparsi tecniche volte al miglioramento della qualità del prodotto finito. Attualmente la vite viene coltivata in tutte le regioni italiane e l’Italia è il secondo produttore mondiale di vino dopo la Francia. Le esportazioni ammontano a circa 18 milioni di ettolitri annui e sono dirette principalmente verso Germania, Inghilterra e Stati Uniti.

Spinti dalla curiosità abbiamo invitato una sommelier: Elisa Marcantonio che ci ha spiegato la produzione del vino, a iniziare dalla raccolta alla fermentazione.

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Un vino può essere: alla vista limpido, torbido, perlage, fine,brillante e trasparente e al sapore intenso, fruttato, floreale o erbaceo, inoltre può essere giovane, vecchio, maturo.